Descrizione:
Luna… cerca casa … Storia di cane .. da cani
Questa è una delle tante storie di cani rimasti soli ma stavolta c’e’ una variante… non è stato né abbandonato volontariamente, non è stato legato, non è stato maltrattato (nel senso più stretto della parola), ma non nemmeno scelto di restare da sola … il destino, la malasanità, la superficialità o una delle tante storie umane di disagi mentali (forse).
Luna aveva, fino a venerdì 22 gennaio 2010 una casa a Roma, anche se per lei rappresentava anche una prigione alla quale si era abituata non avendo varcato più quella soglia da circa 7 mesi, ma aveva con sé qualcuno che nonostante tutto si occupava di lei, anche se con qualche occasionale guaito da botte.
I fatti, eccoli.
Giovedì 21 gennaio alle 13.00, percorrendo la strada verso casa vedo seduto su una sedia, un anziano signore a me noto, con intorno una decina di persone tra carabinieri, assistenti sociali e paramedici del 118.
Era distante da casa sua e da casa mia, abitando nello stesso palazzo, circa 20 metri.
Ovviamente riferisco che conosco quell’anziano signore con lo sguardo smarrito, mi riferiscono che anche loro lo conoscono. Vabbè, mi dico, riceverà la giusta e necessaria assistenza.
Arrivo al cancello di ingresso del palazzo in cui abito da circa 2 mesi ed un pensiero va al cane che sentivo abbaiare puntualmente quelle poche volte che l’anziano signore usciva da casa e smetteva solo quando faceva rientro.
L’anziano signore lo chiameremo Pietro, la cagnetta Luna.
Allora torno indietro e faccio presente a chi era sul posto e stava fornendo assistenza che Pietro aveva in casa un cane, la risposta fu “Per ora occupiamoci di lui e dopo penseremo anche al cane”.
Faccio ritorno verso casa con un po’ di amarezza… la cagnetta era da sola a casa e nel caso in cui l’avessero ricoverato sarebbe rimasta solo per chissà quanti giorni.
La ragione impone concretezza “vabbè per un giorno non le succederà nulla”, poi si vedrà.
Entrando nell’androne sento quell’abbaio che conosco ed un senso di tenerezza mi coglie per Luna che sta aspettando il rientro da un uscita un po’ troppo lunga… Vabbè smetterà … mi dico.
Primissimo pomeriggio esco per appuntamenti di lavoro, il portierato chiuso per la pausa pranzo, vabbè quando torno stasera chiederò notizie.
Finito il pomeriggio di lavoro rientro a casa, servizio di portierato chiuso non posso chiedere informazioni, incontro in inquilino gli chiedo se ci sono notizie di Pietro ma per tutti e quello dell’interno 15v della scala “A”) , nessuna notizia.
Vabbè intanto è in ospedale e starà ricevendo tutte le cure del caso.
Nell’androne sento ancora Luna abbaiare, realizzai che stava ormai abbaiando da almeno da otto ore, solo che ora forse per stanchezza e non certo per rassegnazione, abbaiava si fermava, tornava ad abbaiare, si rifermava.
E’ andata avanti così per tutta la notte… abbai e guaiti alternati a momenti di silenzio.
Durante i miei momenti di veglia notturna maturai la decisione di informarmi dell’ospedale presso cui era stato ricoverato Pietro, fare un salto in mattinata e chiedergli di poter portare fuori il cane.
Trovato un attimo di pace l’indomani mattina il primo pensiero fu di chiedere al servizio di portierato, persona gentile e disponibile, informazioni di Pietro (l’anziano signore)… “le ultime notizie risalgono alle 13.30 circa di ieri… quando non lo hanno più trovato al pronto soccorso” mi sentii rispondere.
Un attimo di smarrimento, Luna stava ancora abbaiando, di Pietro nessuna notizia e se Luna abbaiava due erano le ipotesi o non aveva fatto rientro a casa o aveva avuto un malore in casa e come ogni cane “che si rispetti” abbaiava per l’inattività del suo padrone.
Rapida passeggiata mattutina con Lulù (il mio cane) e subito a casa, prima telefonata ai vigili del fuoco (115) rappresento tutta la vicenda sin qui raccontata e sottolineo il fatto che nell’appartamento c’e’ nun cane che stava abbaiando da circa 24 ore, mi dicono che senza l’intervento dei carabinieri non possono entrare. Chiamo il 112 racconto loro la storia del ricovero e dell’immediata scomparsa di Pietro, del fatto che forse potrebbe non essere rientrato o se rientrato colpito da malore e che c’e’ Luna (ufficialmente un cane) che sta abbaiando da circa 24 ore… “Grazie signora ci coordiniamo con i vigili del fuoco”.
Ore 13,00 circa sento dalla stanza in cui ora sto scrivendo le sirene dei vigili del fuoco mi sporgo dal balcone e sento spegnere la sirena e li vedo rallentare… sono loro … scendo e vedo che contemporaneamnente arrivano i carabinieri.
Ah… premessa avevo già contattato l’Enpa … servizio amministrativo il quale mi ha detto che poiché volontari dovevo inviare una e-mail… ovviamente e- mail inviata nella mattinata (alle 11.05) alla quale viene data risposta alle 13.03 viene risposto “Gentile Signora, data l'urgenza della situazione prospettata, la invitiamo a contattare la polizia municipale della zona fornendo tutti i particolari della vicenda. Noi, essendo tutti volontari, potremmo avere dei tempi troppo lunghi data l'urgenza. La preghiamo comunque di tenerci aggiornati, in particolare se dovesse avere dei problemi con la polizia municipale. Grazie”
Colpo di scena… ci sono anche gli assistenti sociali… loro, io e M. (responsabile del servizio di portierato) raccontiamo tutta la vicenda ai vigili del fuoco ed ai carabinieri.
I vigili del fuoco dicono che senza autorizzazione dei carabinieri non possono accedere all’appartamento, i carabinieri senza formale denuncia non possono autorizzare l’accesso perché (ovviamente) si configurerebbe violazione di proprietà privata (hanno ragione), in effetti considerando che la nostra legislazione non prevede il ricovero obbligatorio Pietro (l’anziano signore con certamente qualche problema di disagio, forse mentale o dissociativo) poteva tranquillamente decidere di alzarsi dalla sedia indicata dai paramedici ed andarsene, e poi chi avrebbe preso in custodia l’appartamento in caso di effrazione, chi avrebbe eventualmente risposto dei danni???
Da qui la prima domanda…. Ma se ho visto che non riusciva nemmeno a reggersi in piedi e lo sostenevano in due verso l’ambulanza una sola è la spiegazione che la “ratio” impone… san Gennaro ha fato ‘u miracolo al pronto soccorso gli ha dato energia tale da allontanarsi rapidamente con le sue gambe ne scomparire nel nulla … ma questa è altra storia … che sta seguendo altre strade … ora parliamo di Luna ... non che Pietro sia meno importante di Luna, assolutamente, questo è palesemente scontato … lì ci stiamo operando con altre sistemi e mezzi e strutture tutte allertate.
Per la cronaca mentre sto scrivendo sono Le 14.38 di sabato 23 gennaio 2010 e di Pietro (ufficialmente l’anziano signore) non si hanno notizie.
Dunque, ci siamo fermati al discorso dell’ausilio… ausilio … ausilio … ma di cosa? … di chi?
Gli assistenti sociali paventano dunque l’ipotesi del rientro non notato di Pietro e del probabile malore in casa… si chiama il 118, arriva l’ambulanza con i paramedici, tirano giù l’ambulanza ma manca ancora un autorizzazione forse … situazione di stallo… “ok entriamo e se non troviamo nessuno in casa il cane lo prende in custodia lei?” “Si” rispondo… forse con troppa leggerezza ma con la consapevolezza che Luna, se così non fosse stato a quest’ora “abbaierebbe” in una gabbia della Muratella o di chi sa quale altro canile.
“Procediamo” l’ordine del comandante di stazione (penso) del quale conosco il cognome e che per motivi di privacy non ritengo menzionare.
Una decina di persone si avviano all’intero 15 della scala “A”… qualcuno bussa alla porta e ad a voce alta e con tono deciso dopo nessuna risposta urla “apra o saremo costretti a sfondare la porta” qualche secondo nessuna risposta se non l’abbaio di Luna.
Con una lastra aprono la porta … nella speranza che Pietro non avesse dato mandate alla porta… nessuna mandata la porta si apre senza alcun danno … la prima cosa che vediamo è Luna … ma prima ancora il forte odore (per essere gentili) che esce dall’appartamento… non commento … sono vicende umani alle quali non c’e’ né commento né risposta … solo un fatto certo ed appurabile.
Luna aveva addosso l’identico odore che fuorusciva dall’appartamento … lì cado in lacrime senza vergogna e senza pudore … le uniche parole che riesco a pronunciare sono “povera cucciola”… non dimenticherò mai il primo sguardo di Luna.
Non ha cercato di scappare … si è fermata davanti a noi … nel frattempo son salita a casa a prendere collarino e guinzaglio … non ricordo quei pochi minuti trascorsi da quando ho consegnato a qualcuno il guinzaglio a quando me lo hanno reso…. Luna non ha opposto la minima resistenza… le hanno lasciato la pettorina che indossava da chissà quanto tempo … di un nero diventato grigio.
Hanno preso i miei dati mi hanno chiesto dove rintracciarmi, ho lasciato i miei recapiti telefonici … avvertita del fatto che avevano bloccato ogni segnalazione alla guardia zoofila (CANILE) ci siamo messi a disposizione, salutati e rimase sole… io e Luna.
Per dignità canina l’ho portata a fare un bagno … dal veterinario per accertarmi dello stato di salute non felicissimo … tumore alla mammella del quale mi son resa disponibile ad assumermi l’onere ed un veterinario disponibile a farlo a costo minimo.
Luna adesso è con me … oggi 23 gennaio 2010… non ho voluto che andasse in un canile nel quale … considerata la sua non giovanissima età (CONFERMATOMI OGGI DALLA GUARDIA ZOOFILA AMICA) sarebbe destinata a morire considerando che nessuno sarebbe intenzionato ad adottare un cane della sua età.
Io posso solo dire che Luna è dolcissima ed educata e per tutta la sua vita è cresciuta in appartamento (o nell’ultimo periodo prigione forse anche forzatamente in considerazione dello stato di salute del suo padrone, Pietro, del quale ribadisco ad oggi dopo 3 giorni non si hanno più notizie).
Non è in cattive condizioni, è obbediente ed intelligentissima, in meno di 12 ore ha imparato il “seduto”, ferma” e “esci”.
E’ dolce e coccolosa, non chiede cibo se si sta pranzando, non abbaia … se non nel caso in cui viene lasciata sola per lungo tempo.
Ama l’uomo nonostante le condizioni in cui l’ha costretta a vivere.
Come esempio posso solo addurre pochi episodi, non sale sul letto se non autorizzata, gira solo in cerca di coccole e carezze, le chiede molto delicatamente, se si è a tavola non elemosina cibo, risponde positivamente al “no”, e tante altre cose che forse vorrei dal mio cane e che non son riuscita ad ottenere.
Ora la domanda che nasce in voi è “Perché ci racconta tutto ciò?”
Perché sto cercando una casa per Luna, non perché io non VOGLIA tenerla con me ed offrirle una casa per gli anni che le resteranno da vivere, ma perché non sono in questo momento nelle condizioni di poterlo fare, due soli dei motivi, il primo che lavoro più o meno 12 ore al giorno… con orari irregolari, e lei (Luna) non sopporta la lunga lontananza fisica dell’umano, la seconda, e non vado oltre nei motivi perché ce ne sarebbero almeno altri due, è che per esigenze di famiglia ogni 10/12 giorni ho mia madre che si sottopone a cure chemioterapiche e devo allontanarmi da Roma.
Diventa per me difficile gestire entrambi i cuccioli, la Lulu’ e la Luna.
In nome di quell’amore che io ho per gli animali sarebbe per Luna “quella vita da cani” che non si augurerebbe a nessuno.
Sto cercando una nuova casa a Luna.
E’ vero si che mi son presa la sua responsabilità ma solo per sottrarla ad una morte in canile…. Chi adotterebbe un cane di circa 9 anni????
Nessuno, probabilmente, ma a vederla!!! Io sto violentandomi per non affezionarmi se non altro perché ho la consapevolezza di non poterle dare in questo momento della mia vita tutte le attenzioni e l’amore di cui avrebbe bisogno e merita.
Vi chiedo solo di aiutarmi a trovare casa ad una cucciola educatissima, riservata, obbediente, dolce e coccolosa … di aiutarmi a trovare casa a Luna.
Grazie per chi vorrà dare seguito a quest’ appello… ciò che era nelle mie possibilità effettive l’ho fatto … ma non posso farcela da sola.
Anna